Al Sindaco del Comune di Rosignano Marittimo, Signor Daniele Donati
Al Presidente del Consiglio Comunale di Rosignano Marittimo
Signora Sermattei
MOZIONE: DESTINAZIONE DEL 5% DEI TERRENI ALLA COLTIVAZIONE DI ESSENZE MELLIFERE
PREMESSO CHE
il fondamentale ruolo dell’apicoltura produttiva italiana è attestato dai dati dell’anagrafe apistica nazionale: circa 18.000 apicoltori con partita IVA accudiscono a oltre 1.230.000 alveari (il 74% dell’intero patrimonio apistico nazionale). Il ruolo di tali aziende nell’accudimento, moltiplicazione, salvaguardia e tutela delle api è imprescindibile, specialmente nei territori dove la produzione di miele è sempre più difficoltosa, con conseguente generale difficoltà di sopravvivenza degli alveari. Per chi opera in tali areali, è indispensabile poter accedere alle misure agro-ambientali previste nel secondo pilastro (PSN), e gestite su base regionale.
RILEVATO CHE
al fine di orientare le Regioni in questa direzione è importante che nel PSN siano presenti motivate indicazioni che favoriscano l’implementazione di specifiche misure di tipo agro-ambientali a favore delle aziende apistiche che operano in territori svantaggiati o che gestiscono apiari in areali con crescenti problematiche e rischi di carenze di impollinazione.
Notevoli risorse dello sviluppo rurale sono destinate a enti pubblici (Comuni, Enti Parco, Comunità Montane ecc.) ma tra le finalità – a oggi – non si è considerata del tutto la tutela degli impollinatori.
CONSIDERATO CHE
gli apicoltori in gestione biologica dovrebbero accedere a tutti i benefici previsti per l’agricoltura biologica. Attualmente questi aiuti sono vincolati e commisurati al possesso o disponibilità di terreni agricoli, escludendo quindi l’apicoltura che principalmente viene svolta senza alcuna connessione con i terreni.
L’accesso ai benefici sarebbe di stimolo alla conversione al biologico per numerose aziende apistiche.
Inoltre, i terreni agricoli, i terreni abbandonati o incolti devono essere destinati per il 5% alla coltivazione di essenze mellifere, così da superare le carenze di impollinazione, scegliendo partner di miscele di fiori per insetti pollinatori.
– Le piante a fiore sono impollinate da insetti come bombi, api, farfalle, mosche, falene etc etc. Si tratta per lo più di piante dicotiledoni che sviluppano fiori colorati per attirare gli insetti:
Borragine, grano saraceno, Aneto, Saspette, Finocchio, Fiore a fiocchi, erba di San Giovanni, Papavero di Mais, tutti i tipi di Trifoglio, Coriandolo, Fiordaliso, Crescione, Cetriolo, Lenticchie, Dente di Leone, Erba Medica, Margherite, Enotera, Ravanello, Prezzemolo, Facelia, Calendula, Colza rapa, Achillea, Cumino nero, Senape, Girasole, Cicoria, Bottone di Prato, Malva selvatica e Carota selvatica.
– Gli alberi a fiore da impollinazione da insetti sono: Ciliegio, castagno, agrumi, caprifoglio, acacia, il melo, il pesco e etc etc.
E’ importante favorire la collaborazione tra aziende Sementarie Nazionali, Consorzi Agrari, categorie e associazioni di settore per la fornitura ai produttori insieme al seme della coltura anche il seme di Facelia o piante mellifere perché sono piante che fioriscono alla fine di maggio e ai primi di giugno, in un periodo in cui la fioritura degli alberi da frutto è terminata, per cui le api fanno fatica a trovare abbondanza di fiori e nutrimento.
SI INTENDE DI IMPEGNARE il SINDACO E LA GIUNTA
1) alla trasformazione dei terreni comunali e il verde pubblico coltivati e non in modo convenzionale, in campi coltivati con metodi sostenibili ad essenze mellifere per almeno il 5%.
2) a incentivare e predisporre agevolazioni alla coltura di terreni agricoli abbandonati o incolti che devono essere destinati per il 5% alla coltivazione di essenze mellifere, così da superare le carenze di impollinazione scegliendo partner di miscele di fiori per insetti pollinatori.
3) a iniziative e attività a favore degli impollinatori, come l’implementazione di progetti agro-ecologici con coltivazioni e piani di rimboschimento con almeno il 50% di specie mellifere.
4) a predisporre e finanziare un bando per i progetti che prevedono attività ed interventi a favore dei pronubi.
5) a farsi portatore presso ANCI delle istanze degli apicoltori in gestione biologica dovrebbero accedere a tutti i benefici previsti per l’agricoltura biologica. Attualmente questi aiuti sono vincolati e commisurati al possesso o disponibilità di terreni agricoli, escludendo quindi l’apicoltura che principalmente viene svolta senza alcuna connessione con i terreni. L’accesso ai benefici sarebbe di stimolo alla conversione al biologico per numerose aziende apistiche.
6) a sensibilizzare la cittadinanza, promuovendo il consumo di prodotti del territorio, di coltivazioni maggiormente bio.
7) ad attuare politiche agricole volte all’eliminazione di pesticidi e sostanze chimiche dalle coltivazioni.
8) a indire tavoli tecnici con le aziende agricole del territorio per calendarizzare i programmi di disinfezione anti zanzare e di fitofarmaci e favorire pratiche alternative come: lotta biologica alle zanzare.
ROBERTO BIASCI CAPO GRUPPO LEGA SALVINI PREMIER